Allegro, ma non troppo

Allegro, ma non troppo

di

Carlo M. Cipolla

recensione

Carlo M. Cipolla è stato un noto storico dell’economia. Ma era anche un burlone.
Tanto per cominciare, ha aggiunto al suo nome quella M che tutti credono voglia dire “Maria”, e invece non vuol dire niente, l’ha messa lui lì, per vedere di nascosto l’effetto che fa.

Ha poi scritto un paio di saggi divertenti, per la inesistente casa editrice “The Mad Miller” poi però pubblicati da un mugnaio vero, e non pazzo, vale a dire la casa editrice Il Mulino.

Il volumetto (più o meno 100 pagine) si intitola “Allegro, ma non troppo” e contiene due scritti.

Il primo è una improbabile ricostruzione dell’ascesa e declino del nostro Rinascimento, dovuti al prurito provocato dalle pulci ed al potere afrodisiaco del pepe.

Il secondo è “Le leggi fondamentali della stupidità umana” di cui esiste anche una versione a fumetti disegnata da Altan.

Secondo Cipolla le leggi fondamentali sono 5, la prima è che la percentuale di stupidi è assolutamente uguale in ogni ceto sociale, tra i professori universitari come tra gli spazzini.

Ma non è tutto qui.

Da bravo economista, Carlo M. formalizza il tutto in un grafico con ascisse e ordinate, i benefici sopra lo zero, i danni sotto.

È così possibile riconoscere i quattro tipi umani fondamentali, che sono:

  • gli stupidi: provocano danni, a sé e agli altri, ma senza ricavarne alcun beneficio;
  • i banditi: provocano danni agli altri, ma ricavando un beneficio per sé;
  • gli sprovveduti: provocano benefici per gli altri, ma danni per sé stessi;
  • infine gli intelligenti, il cui agire porta benefici per sé e per gli altri.

Da leggere.